#529

Gli incontri dell’Anima e la Caducità

Quello che il patriarcato non comprende e non comprendendolo combatte in una guerra senza fine, è la Corrispondenza Animica, una Corrispondenza che si basa sul Sentire, che riconosce tracce dove altre/i vedono solo casi.

E tali tracce le riconosce perché parlano all’Interiorità, a quello che a spregio il sistema patriarcale chiama “allo stomaco” sede delle emozioni e che invece non ha accezione negativa visto che è l’area nella quale convertiamo il Nutrimento in Energia, per cui è una parte Materna, Femminea, da qui il loro usare questa parte per denigrare, lo avevo detto che quello che non Comprendono lo attaccano?

si lo avevo detto.

In quell’area raccogliamo, convertiamo, rendiamo Mutevole e Caduca la Vita, il nostro Corpo si Trasforma con frequenza Caduca anch’esso, ma alcune aree lo fanno in tempi molto ridotti, sollecitati da agenti esterni.

La “pancia” che ingloba anche una seconda Vita in se, quando nasciamo Femmine, lo fa costantemente.

Altro aspetto è appunto quello della Caducità.

La Dea è Caduca.

Sto scrivendo il mio 4° libro, che ho deciso di dedicare alla Madre Radice Albero, ad un Albero in particolare, la Quercia, una Quercia che ha foglie Caduche.

E che mi ricorda come la Morte fa accedere poi alle Rinascite.

Non a caso il Percorso dell’Anima chiede la Morte come passaggio, più Morti che corrispondono a delle prese di Visione, e Visione è la parola giusta da impiegare.

Il Percorso alla Dea Interiore chiede la Morte dell’artificiale, di ciò che ci viene messo dinanzi agli occhi affinché non vediamo il Vero, perché vedere il Vero Libera, ma richiede Courage/Coraggio da Cuore, ovvero richiede l’Anima, infatti è l’Anima che attraversa il Buio non la Mente, la Mente in un secondo momento, prima l’Anima che è Femminea non a caso.

Il mondo è sessuato, ma anche il Sentire lo è.

In un mondo che compensa la paura di questa Madre Atavica che è la Morte con un ego che mira all’onnipotenza, tale Dea diventa invisibile, e quando si palesa induce a scappare chi non ha attraversato il suo Buio INteriore, chi non ha guardato se stess@, chi non ha guardato gli occhi di Medusa, della Dea Oscura, una Madre che non deve esistere per l’ego (patriarcale), che non si vuol guardare negli occhi, ma invece guardandola se si è su un percorso Ciclico di Dee ci dice che tutto è in Trasformazione perenne e che ci sono corrispondenze dell’Anima, che rientrano nei cicli di:

  • Vita
  • Morte
  • Rinascita

Quella Dea ci dice che una cosa Nasce e Morendo si Trasforma, e che nulla è stantio, nulla ha fissità, anzi all’opposto tutto è Metamorfosi.

Granelli o Gocce sulla strada dell’Energia in Perenne Trasformazione

Un tempo, quando ancora ricordavamo chi siamo, nei nostri Corpi Sacri, sapevamo che l’Energia non si Crea, non si Distrugge, si frammenta si, e si ricongiunge. Sapevamo che ogni Corrispondenza aveva un peso Caduco, mai Immobile.

Un tempo vivevamo in Sorellanze, anche con gli uomini, che tra loro (leggere ancora oggi il Popolo dalla Lunga Casa, le Irochesi) si chiamavano Sorelle.

Vivevamo cooperando perché ascoltavamo le Anime altrui, le Anime di tutte le Creature, e tale ascolto era sessuato, era un ascolto Femmineo, nei Matriarcati sapevamo che ogni Corrispondenza non era causale, era una Traccia sulla Strada che chiamiamo ancora oggi Vita.

Ma sapevamo anche che questa si Trasformava, per cui non poteva esistere la proprietà, proprio perché le nostre Anime sapevano che tutto era ed è Caduco, come le Foglie cadenti (leggere Alchimia anche, che riprende Sapienze Matriarcali) che depositandosi a Terra, sulla loro e nostra Madre fertilizzano aiutando a dare inizio a nuove Generazioni di Piante e Alberi.

Altre Querce non hanno Foglie Caduche, e anche questo ci parla di singolarità diverse, ci parla di Gea Diversità.

Ovvero di Variabili sul tema, altro nome della Dea infatti è “La Mutevole”.

#528

La Crona-Logi(c)a

Fare una Cronalogia ci aiuta mentalmente a preservare la Memoria, ad imparare qualcosa dagli eventi a mettere a Frutto ciò che possiamo apprendere senza averne presa, il Cervello quando ben impiegato è un alleata, è anch’esso una Madre.

La Memoria è un potenziale ingranaggio collettivo che riguarda i singoli e può farli incontrare su basi rilevanti.

Oggi ci parlano di controllo degli smartphone, quando scoppiò lo scandalo Cambridge Analitica qualche persona abbandonò Facebook, il modello Facebook oggi viene usato da un governo, il potere adotta sempre questa tecnica, cerca le misure più performanti per esercitare controllo, e oggi certamente in pochi contesteranno questo genere di misura di controllo.

Perché?

Perché la Paura invece che essere Maestra diventa un ennesimo padrone della mente, padrone che aiuta l’ego di chi impone misure e non mostra alcun volto dell’Anima, nessun Sentimento visto che è quest’ultimo che ci rende Specie tra le altre e ci fa evolvere.

Sanzioni, multe e nessuna lacrima…

Lacrime vere non quelle utili a mantenerlo il potere.

Questa è una Cronalogia minima di quello che sta accadendo in Italia, dove le Lacrime le piangono le dottore ed i dottori che ogni giorno vedono morire esseri umani, ricordandosi che sono esseri umani.

Ma il potere deve perseguire la norma ovvero la normalità, e la loro normalità ha portato allo stato di cose esistenti.

Riporto le parole di Pina Nuzzo che ci rimandano ad una Comprensione Profonda, sono parole di Medicina le sue, parole Crone:

In questo tempo che mi vede coinvolta come donna e come cittadina. 
Mentre sono a casa perché  ho cura di me, delle persone che mi sono care e del mio paese, che mi è altrettanto caro, non smetto di pensare e di giudicare chi ha il potere di condizionare il nostro futuro con provvedimenti  e decreti. Nella conferenza stampa di oggi il Presidente Conte non ha detto nulla di nuovo se non annunciare ulteriori sanzioni per i cittadini indisciplinati e riconoscere più potere ai Presidenti di Regione. Questo soffermarsi sulle sanzioni, insieme ai droni e ai controlli sempre più militarizzati, mi mettono in allarme. Abbiamo già gli strumenti per far fronte a chi fa le corsette o porta a spasso il cane.  “Restare a casa, salvo comprovate necessità” è quello che la cittadinanza sta facendo,  con disciplina, compensando in questo modo  le scelte insensate  dei Presidenti di Regione sulla sanità e la scarsa lungimiranza  delle istituzioni nel loro complesso.  A fronte di tutto questo, qualche parola di scusa dei politici, a cominciare dal Presidente del Consiglio, avrebbe dato il senso di una reale condivisione. Oggi aspettavo anche due parole in più e più chiare su chi produce e fa impresa, su chi si è dovuto fermare e non sa che cosa succederà, dopo. Tutti gli aiuti annunciati, sono appunto annunci, ma in concreto non c’è ancora nessun atto concreto. Questo è una ulteriore forma di distanza della nostra classe dirigente dal Paese reale, a cominciare dalla ridicola autocertificazione  che io stessa non so come e dove stampare e dal non sapere cosa succederà il 3 aprile, praticamente domani.  
Mentre sono a casa perché  ho cura di me, delle persone che mi sono care e del mio paese, che mi è altrettanto caro, non smetto di pensare  e di immaginare  che non sono la sola che sta elaborando un sentimento di cittadinanza nuovo.  Già da qualche tempo, prima del Coronavirus, ho capito che dovevo  spostarmi nella politica di parte –  e non per dare visibilità a una politica paritaria –  ma per propormi come soggetto adulto e capace di aprire il conflitto.  Aprire i conflitti, si può e si deve fare ovunque, contaminando il territorio con focolai di pensiero che facciano lievitare la partecipazione.  Apriamo i conflitti per dare nuovo respiro alla politica perché senza il primato della politica nel rispetto della Costituzione non c’è vera Democrazia. E nel frattempo vigilo.
Mentre sono a casa perché  ho cura di me, delle persone che mi sono care e del mio paese, che mi è altrettanto caro, non smetto di pensare  che il femminismo continua ad essere  il luogo fisico e simbolico del mio essere donna, per questo  cerco i tempi e i modi per praticarlo, in questo tempo che mi vede coinvolta come donna e come cittadina.

Librum Crona-Logia, Parteno Spiralidea

A pagina 181 del mio libro scrivo:

… controllo a logorio della donna stessa, (uno dei modelli o canoni) perché controllo non è ciclo o scorrevolezza, se si agisce con la rabbia attraverso gli strumenti della Madre e Morte, appunto fluidità e ciclicità, allora la si abbraccia e la si accetta come parte dei cicli stessi, della mutevolezza costante della Natura, se invece la si controlla per relegarla ad altro quella rabbia sfoga in altri modi e sistematicamente tali sfoghi colpiscono il bersaglio errato, è una Malattia Sciamanica vera e propria così controllata, e tale si profila se si accetta volontariamente o involontariamente (il canone prevede appunto una manipolazione e una violenza nell’indurre accettazione) un ruolo-kanon come quello del controllo, …

Il controllo si profila come modello, entra nelle Vite e le distrugge dall’interno, ma è solo un modello, questo spesso sfugge ad una visuale immediata, vivendolo lo si da per scontato.

In questo stralcio il soggetto sono le donne lesbiche, che subiscono una doppia discriminazione, essendo coloro che non hanno bisogno del maschio e venendo comunque definite del ruolo di genere che il patriarcato ci decide, dal kanon appunto.

Il kanon-canone è la regola, la prescrizione, è l’identificazione, l’assoluto, in una Terra Mutevole è l’assenza di Anima esso stesso.

E i generi sono canoni, fondati su falsità fatte passare per verità uniche e fisse.

Il kanon è un modello, il sesso è un dato biologico, il genere è un modello costruito.

E noi donne siamo sotto-poste ad un modello che non ci lascia alcun margine valorizzante, nobilitante, si fonda anzi su prescrizioni svalutanti, umilianti, servili e qui si intreccia con il razzismo.

Sia le donne sia le persone di etnie non ariana vengono discriminate per come nascono, per cui nessuna Femminista Radicale può essere razzista, su quelle liberali invece può accadere, perché il patriarcato sfrutta anche l’etnia della donna che pretende sottomessa.

Nel porno avviene anche questo, così come avviene nell’industria che decide di prostituire il sesso femminile e poi estendendo il prostituire anche a persone transgender e ad uomini.

Ma la schiavitù del prostituire, cioè dell’acquistare un essere umano per stuprarlo, nasceva per annichilire e sopprimere la sessualità femminile, l’interezza della Vita di un essere umano nato donna, solo in un secondo tempo si estende ad altri soggetti, il prostituire nasceva per schiacciare totalmente le donne, per opprimerci al più alto livello gerarchico sessuato.

Anche per capire questo ci vuole la Dea Crona, quella Memoria che si muove come un puzzle in questo caso, ma è solo uno dei modi.

Non è un caso che sia passato un concetto culturale patriarcale che intreccia sessismo e razzismo e che dice:

“la prostituzione è il mestiere più antico della donna”

Quando invece è l’abuso sessista e razzista più antico del sistema patriarcale, infatti quando i coloni giungevano in aree Matriarcali sovrapposero il Sesso Sacro al prostituire le donne native e indigene, interconnettendo così:

  • religione (patriarcale)
  • stato (patriarcale)
  • sessismo (patriarcale)
  • razzismo (patriarcale)

Colonialismo e patriarcato sono la stessa cosa, lo scrive (giustamente) l’autora sul blog INFO SULLA PROSTITUZIONE riportando una rivendicazione di donne aborigene sfruttate per venir prostituite, ovvero per venir stuprate più volte al giorno.

L’uguaglianza Matriarcale di cui si scrive nel post che riporto poco sopra, non è la parità che alcune femministe bianche (le cosiddette lib) auspicano, che è appunto un livellamento sul sistema di sfruttamento patriarcal-capitalistico e razzista/colonialista.

L’uguaglianza Matriarcale sa che tutto parte dal Femminino, sa che la Vita la Genera il Femminino, sa che genere e sesso sono due cose differenti, sa che le donne vengono discriminate per il loro sesso di nascita e che per venir sottomesse vengono identificate attraverso il genere.

Infatti si legge:

ha detto Smiley. “Si è visto che in molte comunità delle Prime Nazioni le donne erano rispettate e avevano il potere  decisionale. Godevano di una situazione di maggiore parità con gli uomini e penso che quel che è accaduto, in seguito  all’arrivo dei coloni, sia molto irritante” dice.

Avevano il potere decisionale, appunto strutture Civili Matriarcali.

E aggiunge:

In un saggio del 1998, intitolato “Colonialismo e sfruttamento sessuale delle donne delle Prime Nazioni del Canada” , Lynne  ha studiato i modi in cui lo sfruttamento sessuale delle donne delle Prime Nazioni è direttamente connesso al colonialismo e le modalità della “creazione della nostra inferiorità come classe sia rispetto agli uomini delle Prime Nazioni che rispetto agli uomini europei”.

Il prostituire il sesso femminile e il colonialismo che ha fatto ciò e continua con il patriarcato a fare ciò su tutte le donne, agisce così per costruire l’inferiorità di classe sessuale a cui destinare le donne, e con le Donne Native farlo ha significato sostituirsi ai Matriarcati, per cui lo hanno fatto con ancora più odio verso queste Sorelle.

Nessuna Femminista Radicale può essere razzista, altrimenti non è una Femminista Radicale.

E la Crona Dea Memoria e Maestra senza in-signo (insegnare) ce lo dice.

Quella Crona che grida un urlo di Rabbia nel vedere come razzismo, sessismo e capitalismo si intrecciano nella storia maschio centrica in spirali senza fine, spirali putrescenti che pretendono resti un immutabile, come pretendono che resti immutabile il genere usato per sottometterci.

Sono i maschi che comprano e vendono le donne a dover cambiare, e no, non esiste scelta di “lavoro” nella prostituzione, visto che ad essere prostituite sono donne Native e non che non trovano alternative in società che ci discriminano perché siamo nate donne.

E la Crona, Dea dei Cicli, con il suo Moto a Spirale Sacra ci dice anche questo, bisogna solo guardare la Verità e ricordarsi che Native lo siamo tutte, perché la Nostra Madre comunque è la Terra, ce lo insegnano le Donne Medicina Native, e anche in questo caso, dobbiamo solo guardare e ascoltare per vedere e assimilare questa verità, e siamo Native perché qualunque donna stuprata e offesa, sono io stessa, siamo tutte.

Qualsiasi Corpo di Donna-Dea violato è il mio Corpo violato, è il corpo di tutte ed è anche quello della Madre Terra violato quest’ultimo con l’abuso sulla Natura, sugli spazi, sugli Anima(li), sulla vegetazione, sulle Madri Alberi, perché il maschio centrismo è anche antropocentrico e il suo fine è quello assimilazionista su un unico modello, anche questo ci dice lo stupro/colonizzazione.

#527

Inquinamento esterno ed interno

Le polveri sottili nelle città ci ricordano il nostro “progresso” e queste sono veicoli per una maggiore diffusione del Covid-19.

E allora scatta la ricerca della capra-capro espiatoria.

Non ammettono mai le loro responsabilità cercano la Strega (ora la chiamano untore) da colpevolizzare, su cui scaricare il disagio provato e veicolato, e far permanere una normalità che è norma e regola imposta, ma la responsabilità è e resta di un modello, in questo caso di un modello patriarcal-neoliberista.

Che ha:

  • tagliato i fondi alla formazione e alla sanità (favorendo cementificazioni destinate alla sanità privata che accumula denaro e il cui fine ultimo è l’accumulo di denaro)
  • inquinato progressivamente sempre di più
  • continuato a perpetrare le gerarchie specie quelle sessuali

Il Ben-Essere passa anche dal riconoscere ciò che ci è stato sottratto.

Il Covid-19 fa sviluppare reazioni respiratorie aggravate, ovviamente c’è una correlazione tra polveri sottili, inquinamento sulla Gea e diffusione di questo virus, e sono correlazioni dimostrate dalle ricerche scientifiche.

Il Corpo della Terra è il nostro stesso Corpo, quello che si fa alla Madre Terra ci ritorna indietro, lo dimostrano proprio le malattie e il come si diffondono, il dove si diffondono maggiormente.

La scienza patriarcale usa e abusa della Natura pretendendo di usarla per mantenere il suo potere, il potere di un unica specie paranoide che giustifica il controllo a tappeto da remoto, che hanno fatto con questo Covid-19 (anche in Italia) monitorando gli spostamenti delle persone attraverso i loro smartphone e agganciandosi alle celle per vedere come i singoli si spostavano e si spostano.

Questo rappresenta un approccio da menti paranoiche, giustificato dall’essere divenute/i tutte prede della paura che in precedenza sempre il potere ha sparso a piene mani.

Ma il controllo è il loro strumento, cercano di controllare tutto e tutte/i così possono evitare Comprensione ed Empatia ovvero la loro Natura Madre Interiore, negando la loro stessa Anima, e nel frattempo affermano un modello di società.

Ma la Dea non la si può controllare, non la si può piegare ai privilegi dittatoriali di un unica specie.

Lei Nasce e Muore Indomita, per questo la odiano prima all’interno di loro stessi e poi la distruggono-abusano fuori da loro.

Qualunque abuso viene realizzato sul Corpo Vivo della Madre del Mondo trova sviluppo anche sui singoli Corpi delle Creature che popolano la Madre. Questo è uno degli aspetti Oscuri (in quanto ignorati) della Dea ed è aspetto Simbiotico quindi Materno.

La Radice Nutre e fa Morire ciò che sta sopra di Lei, nel Grembo delle nostri Madri riceviamo Nutrimento dalle radici e siamo avvolte (scrivo avvolte perché in formazione siamo tutte Femmine) in strati protettivi.

L’Albero Anima fa la stessa cosa vanificando alto/basso intese come gerarchie e unendo in espansione e in ritiro a seconda dei Cicli stagionali le due dimensioni che ritornano così all’Una Matriarcale, ovvero allo stato di Natura-Dea.

Per questa Verità di Dea ogni cosa fatta ritorna ai Corpi ma ritorna anche alle Anime, e noi essendo Creature partorite dalla Madre comune riceviamo ciò che facciamo, e non c’è condanna in questo, è solo una legge universale della Natura, legge che un tempo come Sciamane-Curandere-Donne Medicina e Streghe facevamo rispettare, per questo ci hanno tolto il sacerdozio, per evitare distorsioni e squilibri per cui lo facevamo amministrando con l’Anima e la Mente unite e non gerarchizzate.

Inquinare i nostri Corpi e le nostre Anime ha un costo alto, e il costo alto è anche quello di inquinare la Terra Madre.

La Madre Oscura per cui Rabbia e Paura sono su una linea intercomunicante

Il potere non ama (e non ama è un eufemismo) la ribellione e la giusta Rabbia di chi riceve ordini e non è dispost@ ad eseguirli solo perché “è così che vanno le cose” insomma perché li ha ricevuti, senza porsi domande, senza mettere (realmente) in moto il cervello.

Su noi donne costantemente inibiscono questo moto di Sacra Ribellione (fonte di Energia quando eravamo ancora Amazzoni-Sciamane) colpevolizzandoci, punendoci e incutendoci paura, ma il potere quando diventa dittatura non solo sui sessi e si estende, poi adotta tale tecnica (precedentemente svolta solo sul Femminino e su altre categorie di esseri umani considerati per come sono nate/i inferiori sulle loro scale gerarchiche) su intere popolazioni.

Lo avevo detto che se non vengono bloccati estendono il metodo dittatoriale? si lo avevo detto.

La Paura è un impulso che ci deriva dal Cervello Rettiliano, e viene usata contro noi donne in primis e poi verso chiunque quando il potere non riesce più ad accampare scuse per perpetrarsi con il modello precedente, e allora trova risposte uniche, fisse, che pretende nessuna-o metta a critica.

Ma la Paura è una Madre Atavica (derivando dal Cervello Rettiliano ci occorre) e attraversandola vi è Evoluzione, perché la vera Evoluzione è quella che non scappa e non impone, ma che accetta i Fenomeni e si Adatta (Matriarcalmente) ad essi.

Ripeto (grazie Matriarcato&Matriarchy da cui ho tratto questa frase):

Se non attraverso non muoio ma nemmeno vivo.

Se non si riconosce la Morte, il Termine Ciclico, non si sa riconoscere nemmeno la Vita, anche detta Ananke, uno dei nomi della Dea.

La Paura è un innesco, se aiuta la Rabbia Femminea diventa potente e viene ribaltata a nostro vantaggio, altrimenti ci rende prede di qualcuno senza Anima, e non è una bella prospettiva, prospettiva che comunemente chiamiamo società…

#526

Da questa quarantena l’augurio di un buon anno da parte mia.

La Madre Terra è tornata al suo ciclo di Nascita-Rinascita stagionale, ieri il 20 marzo.

L’auspicio e l’augurio è quello di toglierci tutto ciò che di artificioso ci lega la mente e l’Anima, Rinascendo come la Dea ci invita a fare con l’inizio di questo rinnovato ciclo.

Narcisi piantati dove vivo

#525

Goccia-Scintilla 36

In tempi di paura sparsa come se non ci fosse un domani, tempi come quello che stiamo vivendo, dove ogni giorno vengono forniti dati che sono inferiori (e di molto) a quelli causati dalle morti per inquinamento globale e nazionale ma in quest’ultimo caso non ce li forniscono perché la paura che ne scaturirebbe non farebbe comodo all’industria capitalistica responsabile di quei tumori e in generale delle malattie connesse all’inquinamento, in questi tempi insomma tutto ciò che ha rilevanza sociale e di civiltà passa in secondo piano, oppure viene usato da uomini privi di umanità, insomma da quelli che stanno al potere o che pretendono di averlo sempre sul femminile a maggior ragione perché chi vuole potere e impone per averlo, notoriamente è il vigliacco, il più vigliacco di tutti, quindi i numeri dei femminicidi in questo periodo aumentano (link all’articolo: “Sessisti e sciacalli ai tempi del CodVid-19” dal blog “Il porto delle nuvole”).

Donne che sono costrette a casa con i loro aguzzini.

Ecco un articolo che ben descrive lo stato dell’arte di incutere paura usandola come strumento a vari livelli, primo tra tutti quello di riuscire a sottomettere il femminino, come lo fanno con la Terra che è la Prima Femmina, lo fanno con tutte le donne e con ancora più odio durante quelli che chiamano “stati di priorità o necessità per tutti” da quei “tutti” ovviamente sono escluse le donne vittime di violenza sessista, vera emergenza di un paese che continua a definirsi civile e che tale ovviamente non è.

Ma si parla di livelli che si intersecano tra loro rafforzando il potere di pochi a spregio di molte e molti, potere che costruisce spirali distruttive basate di gerarchizzazioni da cui fanno dipendere ogni aspetto dell’esistente che pretendono di dominare e controllare.

Se da una parte stanno prosciugando i rapporti umani di solidarietà (per quel poco che ne restava) visto che questa necessita di incontri e di riunioni, di corrispondenze basate sui sensi, sul sentire che necessitano di essere sperimentati per rafforzarsi (è legge di Natura-Dea, una caratteristica non allenata si atrofizza, e così infatti hanno atrofizzato l’Empatia e l’Istinto alla Cooperazione, ridefinendolo secondo i loro standard classisti in un secondo momento le caratteristiche “adatte” quelle “giuste” da impiegare nelle loro società incivili così da venir creduti da coloro che avevano manipolato in precedenza, chiamando tale manipolazione: etica-morale-educazione-istruzione e chi più ne ha più ne metta!), dall’altra la paura diretta spietatamente è quella di ritrovarsi nelle mani del femminicida che non aspetta altro che ammazzare la donna che considera oggetto del suo odio, oggi ne ha più possibilità visto che siamo costrette a stare in casa in una condizione pregressa dove le donne erano meno impiegate lavorativamente all’esterno delle mura domestiche molto meno dei maschi, ma almeno potevamo uscire e scappare se un maschio attentava alla nostra vita, oggi no.

Quindi è dato acclarato che lo stato sta dando un ulteriore arma per ammazzarci ai maschi come la cultura del maschio patriarcale vuole e continua a perpetrare e che come sempre nel patriarcato ma ancor più in stati di dittatura applicata “per il nostro bene comune” mette le donne e le loro istanze civili sempre per seconde davanti ad altre istanze.

Non procreiamo più?

Chiedetevi perché!

Chiedetevi perché non vogliamo mettere in questo mondo altre femmine da sacrificare? o maschi destinati ad un mondo dove il lavoro diventerà luogo di esercizio di un altra forma di dittatura ancor più aspra di quella che stiamo vivendo oggi.

Chiedetevi perché abortiamo in casa? come facevamo prima della 194.

Chiedetevelo seriamente però, il perché di queste nostre scelte determinate da un clima di paura sia in democrazia che in dittatura, per noi donne questo clima è una costante infatti!

Non so se queste siano le ragioni di tutte le donne che scelgono (si fa per modo di dire) di non avere figlie/i, è la mia però, io ho deciso di non procreare per evitare che mia figlia o mio figlio soffrisse la vita in una società che nasce, cresce, si sviluppa e muore da malata nell’Anima, malata nei rapporti interpersonali, malata nell’essenza profonda, incapace di commuoversi vedendo nell’altra/o se stessa.

E non è stata una scelta la mia, sono stata costretta da questa società a non procreare. Mi è stata sottratta la scelta di procreare.

Esportiamo da maestri in tal senso, la Cina appunto, metodi dittatoriali, d’altra parte abbiamo accettato di venir pagati 2.50€ l’ora con dei voucher, abbiamo accettato di venir ammazzate per “fare famiglia” perché ci hanno obbligate psicologicamente, infatti il maschio che accetta 2.50€ poi torna a casa e sfoga la rabbia che ha verso il padrone-capitale, una rabbia che è giusta, ma non è giusto che la sfoghi con la violenza verso altre però!, invece da vigliacco e servo del capitale-padrone che lo paga (se lo paga) poco la sfoga su colei che percepisce come proprietà (hanno imparato bene dai loro padroni!) ovvero la donna, la donna non si sfoga su niente e nessun@ invece, anzi affronta il padrone, ed è anche per questo che ci puniscono.

Abbiamo immediatamente applicato il modello dittatoriale, come stavano già prima del covid-19 cercando di applicare nel mondo del lavoro, adesso gli riuscirà più facile applicarlo vista la verifica attuata.

Quanto è stato facile sottomettere intere popolazioni? non lo è stato in realtà, hanno impiegato quasi un secolo per tornare indietro di (quasi) un secolo (circa) per quel che riguarda diritti sociali e civili, ma fortunatamente c’è ancora chi resiste, ma immaginiamo che gioia per chi ha impulsi totalitaristi, starà (staranno) festeggiando a champagne…

Il mio personale grazie va alla donna che ha denunciato e diffuso questa sua situazione, è molto più coraggiosa lei del sistema che per avere potere incute paura usando la scusa della necessità per non prendere atto che il neoliberismo ha fallito, come ogni cosa che viene costruita dai patriarchi!.

Hanno dato i vaccini in mano di chi per svilupparli deve accumulare denaro (la chiamano privatizzazione… aiutata dai tagli alla sanità pubblica ovviamente!), per cui tali attori sociali, alle vette delle gerarchie sociali di questa cosa che chiamano civiltà, ha tutto l’interesse a non svilupparli, infatti passato il periodo di crisi del precedente Coronavirus abbandonarono le sperimentazioni, che oggi sarebbero state utili per un vaccino in tempi più brevi, chi sono quelli che minacciano davvero la popolazione?

Certo non chi esce accompagnato per avere aiuto qualora si sentisse male, ma chi lucra sulla morte della gente, sul malessere e sulla paura, e questo lo fanno i maschi dai kurgan in poi col loro modo di organizzare la società, oggi lo fanno col neoliberismo.

L’unica soluzione (sebbene non sia l’unica possibile, non esiste MAI un unica soluzione ad un problema) che hanno trovato e veicolato come unica possibile soluzione alla pandemia qual’è stata? la dittatura sulla libertà di movimento e comunicazione.

E no la soluzione di Boris Johnson non era un alternativa, nessuna idea pensata ed attuata da chi usa qualunque cosa, condizione, persona e situazione per mantenere lo status quo (in questo caso il patriarcato-antropocentrismo-capitalismo neoliberista) non è una soluzione, anche se viene messa in pratica e viene chiamata “soluzione”.

Per le donne che sono in casa con uomini pericolosi che possono attentare alla loro vita, c’è il N° 1522 sempre attivo e se decidono di scappare, risultando in stato di pericolo non verranno sanzionate, è bene dirlo, il loro diritto a scappare da un uomo violento rimane anche con questa quarantena.

#524

Signora dei cieli

Nei Tempi argentei cielo e terra si incontravano, e la Madre di entrambi era la Dea, poi giunsero società involute che divisero ciò che la Dea Terra aveva Generato come comunicante, non li divisero realmente, ma lo fecero nelle loro menti, perché non si può dividere l’indivisibile.

Quando farai della Terra, Cielo…

Esiste un mito semi Matriarcale asiatico dove una Dea fa del Cielo Terra ribaltando i punti e le prospettive (Lei è l’Appeso postumo dei Tarocchi).

C’era la Dea Grande Madre Amaterasu usata successivamente dai patriarcati, originariamente Dea del Cielo.

La Splendente.

Dea Amaterasu immagine
tratta da Pinterest

Una delle poche Dee associate al Cielo e al giorno, alla luminosità.

Amaterasu era la Sciamana-Guerriera pregressa.

Era la Amazzone Matriarcale, poi venne usata nel suo Corpo Generativo per dare vita (mito già patriarcale) alla coppia maschio-femmina.

Così da creare la dicotomia e separazione tra Cielo e Terra, quando nel mito pregresso Cielo e Terra erano ribaltati, quello che non a torto per il Cammino Iniziatico che è solo Femmineo, chiedeva l’Alchimia appunto con la frase: “quando della Terra farai Cielo”.

Per approfondire il tema vi consiglio la lettura del libro della Percovich “Colei che da la vita” con sottotitolo: “Colei che da la forma”.

Il termine Signora indica la Madre Universale, la lettera dei Matriarcati era la M che simboleggiava il Serpente Sacro, che necessita del sole e del calore visto il suo sangue.

Amaterasu venne portata in una Grotta (simbolicamente è il Ritorno al Grembo) ci venne portata per l’ego di un maschio, anche la ninfa innamorata di narciso si ritrovò in una grotta.

Nel caso della Dea Madre Amaterasu ritirandosi in una grotta spense il giorno, con conseguenze che neanche l’ego del patriarca psicotico e terrorista (patriarcale) aveva previsto.

Ogni qualvolta si alterano le leggi naturali qualche maschio userà tale condizione (ed è storia questa) per rivoltarla contro interi popoli e lo farà sempre perché vuole dominare, allora inventerà leggi, restrizioni e le chiamerà “necessarie” pur di non ammettere il suo fallimento sociale e politico, il suo fallimento come uomo, perché fare tale ammissione lo renderebbe sano nei Sentimenti, ma lui non volendo averne di nobilitanti perché rifiuta il Femminino preferisce imporre e controllare, infatti anche nel mito di Amaterasu non è colui che ha provocato la ritirata della Dea a convincerla ad uscire dalla Grotta, è qualcun’altr@.

Loro non le ammettono mai le loro responsabilità sociali, il mito patriarcale può essere letto anche così e leggerlo così è leggerlo per quello che è stato il passaggio drammatico da una Civilizzazione della Dea ad una regressione sociale che ancora perdura e si fonda sui medesimi precetti autoritari e punitivi, come punitivo volle essere il fratello di Amaterasu.

Amaterasu viene convinta ad uscire dalla Grotta da un altra Dea, una Sorella per via del ruolo che a questa Dea venne attribuito dalle narrazioni mitiche.

La Dea è quella dell’alba Ama-no-Uzume.

Per far uscire Amaterasu dopo vari tentativi svolti da altre divinità (e falliti) Ama-no-Uzume iniziò a ballare freneticamente e in maniera compulsiva denudandosi progressivamente, attirando le risate di tutti e portando Amaterasu a curiosità, è a questo punto che la Dea Luminosa del Sole esce dalla Grotta e torna a far splendere il Sole.

Ama-no-Uzume diventa la Dea dell’alba e della danza.

Denudarsi: Ishtar e Ama-no-Uzume

Per giungere alla Dea bisogna denudarsi degli artifici.

La Natura Madre non ha artifici, non si costruisce, si Genera, per cui i miti hanno cercato di narrare tale verità.

Ishtar per giungere dalla Sorella negli Inferi (ovvero nel Profondo di se, di un Anima di se) si è dovuta denudare, Ama-no-Uzume fece la stessa cosa per giungere all’Anima ferita di Amaterasu, ovvero a quel lato proprio della psiche che necessitava di una Cura Matriarcale.

E la Cura è una prassi Sciamanica, la Danza Estatica, questo è uno dei richiami alla Civiltà Matriarcale inscritti in tale mito, ma non è l’unico.

L’altro è che è una donna a giungere in soccorso ad un altra donna.

Ma non per salvarla, piuttosto per mostrarle qualcosa che la possa aiutare, che le modifichi la prospettiva, cosa che fa il femminismo e prassi dell’Anima tipica dei Matriarcati.

#523

Se io donna mi riconosco nella differenza biologica che intercorre tra me e il maschile…

C’è qualcosa di molto perverso che si muove tra le fila di chi si autodefinisce e viene definito come: “nuovo femminismo” o “transfemminismo” o “femminismo liberale” ciò che di perverso (perché patriarcale) si muove è il misconoscimento totale delle differenze che la Natura Madre ci dona alla nascita identificandole con il genere che invece è un costrutto sociale e patriarcale, questa perversione sta dando i suoi frutti violenti che non sono “casi” sono un sistema consolidato a livello internazionale mirato a silenziare qualunque donna affermi di essere nata donna e che faccia distinzione tra sesso e genere (link ad un articolo del Corriere della Sera sulla libertà di espressione di femministe lesbiche e non).

Si stanno negando il femminile ed il maschile (il maschile molto meno ed è storico nel patriarcato questo “meno” tanto che applicano alle donne le cure che impiegano sui maschi ancora oggi, fortunatamente di questo squilibrio le femministe radicali se ne sono accorte (e infatti la violenza è rivolta proprio a noi femministe radicali, un esempio lo si può leggere sul sito di Marina Terragni, esempio che ha riguardato lei ma nel quale ci leggiamo in molte perché a molte di noi sono accadute le medesime cose e minimizzarle aiuta il patriarcato).

Questo squilibro cancella la nostra biologia quindi la nostra esistenza e ci ricorda che chiunque (quindi anche le donne) che ignorano o usano la nostra biologia per etichettare chi la conosce e vuole chiarimenti sulla stessa come discriminatoria stanno favorendo l’oppressione patriarcale ai nostri danni.

Nel manifesto di Rivolta Femminile si scriveva:

La donna è l’altro rispetto all’uomo. L’uomo è l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli. Identificare la donna all’uomo significa annullare l’ultima via di liberazione.

Quando tali differenze biologiche vengono espresse oggi, si etichetta chi le esprime esprimendo una verità scientifica come nazista (o TERF o CIS), il patriarcato fa da sempre questo, trasferisce le sue (mancate ovvero non prese e assunte) responsabilità su chi lo critica e fa questo non solo attraverso il ruolo sociale (di genere) che viene dato e viene ricoperto dagli uomini, adotta anche altri figure sociali per perpetrare tale narrazione.

Questa accusa (errata) assume come veritiera la versione di un uomo (e di un regime nazista) che ha descritto il femminile basandosi, usando e svilendo la biologia femminile, per cui sottraendo il femminile dall’auto definire se stesso, e convalida la versione di questo criminale assumendola mentalmente e nella pratica sociale anche dalle donne che l’hanno presa per vera e legittima introiettandola perché fornita da un uomo (testimoniando come uomo anche criminale e sterminatore venga prima di una versione che gli da un altra donna) riconoscendo a tale uomo un ruolo primario nel definire il femminile che le donne stesse assumono quando accusano altre donne di essere naziste, basandosi sul fatto che hitler ci ha usato nella nostra biologia e ovviamente non vedendo che ci ha usate usando per estensione la Dea Terra stessa.

Queste donne e uomini o trans di fatto stanno trasferendo quello che non vedono di aver introiettato da una versione di un nazista (questo si vero, tale aver introiettato del nazismo è realtà) sulle altre, su chi invece vede la verità sociale per come si è profilata anche storicamente, ovvero per separarci e per consegnare sempre (e ancora una volta) ai maschi la direzione del mondo, per cui al fine di mantenere il patriarcato.

E il non riconoscerle queste cose ad essere una forma dittatoriale.

Non sapevo che Madre Natura fosse nazista… mi dovevo informare….

Questo è sarcasmo ovviamente.

Riconoscere le differenze non significa discriminare, ma se si pensa questo significa che ci si è annullate davanti alle istanze di chi odia il femminile, non riconoscerle invece ingenera interpretazioni errate, che vanno attraversate e superate per arrivare al:

Dea Conosci Te Stessa, e conoscerai l’Universo.

Le donne che non si conoscono e hanno presa per “buona” la descrizione a loro detrimento che il patriarcato anche per mezzo di nuovi attori sociali ha fatto di loro, possono diventare le ancelle del patriarcato stesso, e spesso inconsapevolmente lo diventano accettando tali versioni descrittive.

La Dea conosce le differenze sessuali

Io sono una creatura che ha un Corpo Generativo, il nazismo discriminava sulla base di ciò che è Naturale, perché è su ciò che è naturale (della Dea ed è la Dea stessa) che il patriarcato edifica le sue gerarchie, è vero ma lo faceva usando la Dea Natura, come da sempre il patriarcato fa e ci insegna a fare così da farci replicare la cultura del “pater” ovvero del dittatore.

Invece il femminino che vuole conoscersi non intende usare (abusare) di ciò che la Natura ci consegna, (grazie Monique Wittig, grazie Simonetta Spinelli, post sule non-donne) ci dobbiamo solo Conoscere, e Conoscersi non significa ne implica in maniera automatica il discriminare qualcun’altr@ da noi nelle sue differenze, anzi ci aiuta a comprendere l’altr@ da noi, a farne un analisi della Mente Vera e non di quella condizionata da un regime (il patriarcato) che ci fornisce le risposte che la costruzione culturale di questa forma di società ci suggerisce.

La donna vaginale

Le donne che non conoscono loro stesse, sono le donne vaginali, quelle che associano il corpo riproduttivo al corpo sessuato.

Esse stesse si auto discriminano, e non vedendo tale operazione operata ai loro danni, costruita dal pensiero patriarcale ai loro danni, tacciano di discriminazione quelle che Carla Lonzi chiamò donne clitoridee, ovvero le donne che conoscono le loro stesse differenziazioni e conoscono la loro sessualità, quella che pretende di essere dominata dal maschile patriarcale.

E tale conoscenza non ingenera in loro la volontà discriminatoria, ma nel patriarcato si.

Madre Natura ci ha fatte clitori-Dee e generatrici (potenzialmente per cui l’assolutezza non esiste è solo un crisma di osservazione di chi divide e giudica per compensare una sua mancata vista interiore, soprattutto di se stessa-o), separando le due funzioni, questo dibattito ha giustamente imperversato nel femminismo radicale della 2a ondata.

Viviamo in un mondo di donne vaginali, per cui quelle clitoridee sono discriminate.

E le donne clitoridee sono state quelle che hanno vissuto (e vivono) nei Matriarcati, o che li hanno ricostruiti capendoli e riconoscendoli in loro stesse come società Civili, le uniche Civiltà esistenti, per cui riconoscendosi come Creature della Dea.

La Natura Madre conosce le sue e le altrui differenze, visto che da Lei tutto parte e tutto fa ritorno, e non usa queste per porre gerarchie e accusare chi non discrimina di discriminare, al fine di compensare la voce dei loro ego costruiti sul modello che il patriarcato ha voluto suggerendo alle vittime di chiamarlo quell’ego: “mia identità autodeterminata”.

E che non è auto determinata, è eterodiretta.

La legge 194 voleva sancire che la donna scegliesse sul suo Corpo Generativo, nei Matriarcati abortivamo tramite erbe che ci consentivano di auto determinarci (l’Artemisia è una di queste piante, la dose per abortire non è quella impiegata per le tisane utili a regolare il Ciclo Lunare Mestruale, perché la Dea è questo, è dose, alta,media e bassa e ad ogni dosaggio corrisponde una Crona).

Perché nei Matriarcati sceglievamo noi Dee sul nostro Corpo Sessuato e sul nostro Corpo Generativo e in tali scelte non eravamo naziste come ci etichettano i e le socializzate al patriarcato che non riconoscono tale catena sociale e mentale intrisa di stereotipi che chiamiamo genere, in loro stesse-i.

Io stessa sono stata accusata di essere nazista, mi giungono in soccorso e smentiscono questo assunto proprio le femministe radicali, lo fa il collettivo femminista radicale di Laboratorio Donnae, con i suoi post approfondimenti sul Corpo Generativo e lo fa anche un altra donna o collettivo, non so se si tratti di collettivo, che ha un blog chiamato: “Appunti delle notti insonni” ricordandomi la pratica pretesa e che ricade sulle donne, della doppia militanza.

Ecco un post

il link sopra riportato che è un estratto da un libro, spiega bene come agiscono la subordinazione e il misconoscimento che si chiede di attuare ai Corpi Generativi e Sessuati, che si chiede di attuare alle donne che nascono in corpi di donne perché è il sesso di nascita che viene subordinato.

Corpi gioiosi al di là del maschio o includendolo se si è etero (perché noi non siamo ne contro le/i trans ne contro i maschi a prescindere).

Eco femminismo, stupro della Terra e poi stupro delle menti e dei corpi delle donne

Il primo stupro i kurgan lo hanno fatto alla Terra perché è la Terra che Genera, biologicamente fa questo, e per tale ragione considerata nei Matriarcati a ragione, come la Dea Fertile e Mortifera per le Rinascite, la Dea Triplice.

Lo hanno fatto volendosi appropriare di frammenti di Dea, per invidia proprio di quel Corpo Generativo.

Si vollero appropriare di appezzamenti di Terra dove edificare le loro strutture fallocentriche (costruite non naturali, come il genere che cercano di sostituire al sesso con le sue asimmetrie e diversità biologiche, o meglio della Dea) (infatti i kurgan avevano abitati più in alto per le classi più elevate rispetto al “popolo” che collocavano più in basso, che scemi! solo in basso c’è il Nutrimento, in alto si muore, basta vedere che salendo le vette cala l’ossigeno, il fallocentrismo infatti è una dittatura apposta!) e costruendo da tali appropriazioni luoghi su cui imporre leggi.

In seguito hanno deciso che la donna essendo considerata nei Matriarcati estensione diretta della Dea Fertile e Mortifera, doveva diventare proprietà, negandogli totalmente l’aspetto mortifero e usando invece quello Generativo, per cui il secondo stupro avvenne sul femminino Anima(le) (specismo-antropocentrismo) e umano.

Da qui l’ammaestramento a fini di controllo e la famiglia patriarcale eterosessuale.

Tutti stupri insomma.

Ri-Conoscere non come proprietà i nostri corpi, passa per il capire le differenze sessuali senza metterle su scale e senza permettere che ci separino dalla Consapevolezza di noi stesse. L’auto determinazione non separa, permette di non giudicare, a separare è chi ha una visione monolitica ed è il patriarcato che insegna ad averla per allontanare il Femminino dalla Consapevolezza del suo Corpo e della sua Anima.

E inclusione non significa mettere da parte le rivendicazioni storiche di Liberazione di una classe, quella sessuale del femminile, a favore di un apertura verso chi neanche ascolta i soggetti sociali (donne nate donne) subordinati dall’inizio del patriarcato, chi non vede questo o lo spaccia per altro, è già annesso alla sua stessa subordinazione, e la coltiva anche.

#522

DNA: Serpente Doppio

DNA (il doppio serpente, la Mater Medicina) immagine tratta da Pixabay

Osserviamo gli eventi con occhi appannati da versioni specifiche, ma che sono pur sempre versioni, e le versioni sono solo parti di un tutto più ampio.

Una cosa può non escluderne altre.

La scienza, le teorie, quando pretendono di diventare un assoluto fanno solo male, e perché? perché una cosa è certa nella vita, che non si finisce mai di imparare, quello che oggi si sa domani potrebbe venir smentito, rafforzato o trasformato a seconda di nuove consapevolezze che giungono a manifestarsi alla coscienza.

La Madre anche questo mostra.

Io sono Colei che è, che è sempre stata e sempre sarà.

Tutto torna alla Madre Universale, per questo l’alchimia diceva che tutto doveva tornare al femminino, perché tutto da tale femminino (Oroboro) parte, le due eliche del DNA stanno lì a dirlo ed il serpente che è Anima-Prima della Dea Terra sta lì a sottolinearlo.

Il Mercurio per gli alchimisti era il Serpente.

L’Oroboro è la realtà Ciclica, e gli alchimisti stessi chiamavano il mercurio che prendeva forma di serpente, sapete come? mestruo.

La grande opera o è femminea o semplicemente non esiste.

Sapevate che è un gene che ha X come cromosoma che produce (o meglio aiuta nella produzione) dello sperma?

Gli scienziati (patriarcali) sulla base di questa scoperta sostengono che allora X è cromosoma maschile (quanto gli piace cancellare il femminino! lo si capisce anche da tali narrazioni!) visto che riguarda lo sperma ma se invece indicasse che ci tacciono la partenogenesi? visto che X è cromosoma femminile per eccellenza?

Ma cosa centra con il serpente? con il DNA?

Molti rettili si riproducono per partenogenesi, e i serpenti erano Anime Totem per antonomasia nei Matriarcati.

Lasciando un attimo da parte il serpente, Anima Sacra Matriarcale, il DNA mitocondriale ha rivelato alla scienza che è molto più antico di quello maschile, (di quasi 100 mila anni che non sono esattamente bruscolini!) come è possibile? se non fosse esistita la partenogenesi sarebbe inspiegabile che le donne sono molto più antiche degli uomini umani.

A questo punto Donna e Serpente mostrano una connessione derivante da tale consapevolezza che evidentemente nei Matriarcati dovevamo avere, e che (faceva comodo sparisse come consapevolezza) nei patriarcati viene negata.

L’esterno condiziona i cambiamenti evolutivi.

Ciò che poteva avvenire un tempo oggi non avviene, la riproduzione bisessuale è stata imposta, affinché il paterno rappresentasse il potere, ecco che l’eterosessismo è diventato il modello canonico.

Ma tutto comunque deriva da quella X tanto odiata dal maschile perché è quella X che è la Creatora della Vita.

Invidia dell’utero…

Infatti YY non esiste, ma XX si.

Ed esistono anche maschi che si femminilizzano nel corso della vita, non esiste invece il contrario, è scienza non “assurdo della femminista di turno”.

Quanto non ci dicono di noi stesse?

Molto, specie sul nostro essere le Creatore del Mondo, perché questo potrebbe riportato a coscienza rappresentare un potere nuovo di cui riappropriarci come donne.

In medicina gli sviluppi partenogenetici delle donne li chiamano tumori, c’è da riflettere anche su questo aspetto. L’ovulo non fecondato dallo sperma maschile può dividersi ed iniziare il processo di sviluppo embrionale in diversi modi infatti le bio tecnologie in un mondo dominato da una scienza senza Anima, sviluppano tentativi usando la partenogenesi umana, e ritorna quindi il tema della donna come “pezzo” di ricambio da usare, scrivo ritorna perché tale metodo è anche quello che è la base della pretesa patriarcale di avere un utero in affitto.

È mercimonio sessista e maschio centrico.

Entrambi lo sono, che sia la bio tecnologia a fare esperimenti, o che sia la famiglia patriarcale o il singolo maschio, la singola donna (sterile o che abbia problemi a procreare, o non voglia) o la coppia gay a pretendere di usare il Corpo di Donna Pro-Creatora a volerlo usare per fini egoistici e narcisisti.

Avere figlie/i non è un diritto da ottenere a tutti i costi, come non è un diritto scientifico usare la partenogenesi femminile umana.

Nascondino sulla Partenogenesi

Le bio tecnologie ammettono che esiste la partenogenesi umana, ma la medicina (patriarcale) non lo ammette nella misura in cui sostiene che un embrione sviluppatosi senza seme (maschile) non giunge a maturazione… ci dobbiamo (e sottolineo dobbiamo) fidare di questo assunto e farcelo togliere perché loro tale embrione lo chiamano melanoma.

Nel mio primo libro dal titolo: Librum Crona Logia Parteno Spiralidea scrivo a pagina 340:

Un esempio eclatante in tal senso (subordinazioni e affini che tentano di sostituirsi alle proporzioni espansive e declinanti della Dea) ce lo forniscono proprio le fallocrazie nella misura in cui il contributo alla vita fornito dal seme maschile è minimale, in alcune specie animali è nullo perfino, basti pensare al Serpente, alla Lucertola, alle Api, al Ragno, Donne Umane (anche la scienza lo ha riconosciuto, la scienza vera dico) insomma queste Anime si riproducono per partenogenesi eppure nel patriarcato o fallocrazia quel minimo apporto diventa assoluto, e la retorica del seme è pressoché costante, si obietterà che senza sperma è impossibile che una vita nasca, la scienza e perfino quella patriarcale ad oggi ha riconosciuto che uno stimolo elettrico può svolgere la medesima funzione dello sperma*, quindi la proporzione sulla Vita è:

1% maschio—→ seme

99% femmina—→ sviluppo feto, trasmissione, cura, nutrimento, nascita della vita

E quell’uno per cento ha fatto si che rivendicassero un ruolo sociale di padronanza,…

Scrivo varie pagine citando la Pro-Creatora Partenogenetica, essendo rinata io stessa nella fase in cui stavo realizzando questo mio primo libro dovevo scrivere della Dea Parthenos sulla quale conto di tornare in un libro dedicato solo alla partenogenesi, visto che ve ne sono pochissimi bisogna scriverne, e scriverne e scriverne ancora.

Una Sorella-Compagna mi disse un giorno:

“Siamo le Madri di noi stesse”

Questa frase mi ha fatta pensare al fatto che dovremmo smettere di essere orfane del nostro potere generativo, perché esserlo aiuta il maschile patriarcale a separarci dal nostro corpo generativo, che Cura ed è la Vita, dandola anche.

È in questa asimmetria che dobbiamo entrare per conoscere noi stesse, come le nostre Sorelle vissute in epoche Matriarcali si conoscevano e ci ispirano a fare.

Disegno che ho realizzato per la copertina del mio primo libro

Il tema della partenogenesi, la Dea Doppia (DNA) che riproduce se stessa (per partenogenesi nasce solo figliolanza femminile) è stato affrontato poeticamente e Sciamanicamente oltre che con dovizia di argomentazioni a sostegno da Marianne Wex nel suo libro: “Partenogenesi oggi” di cui consiglio la lettura, perché ci ricorda che appunto siamo Madri di noi stesse, ma anche Madri Ataviche del Mondo.

Ci ricorda che siamo la Terra auto fecondante e che “padre” è solo una costruzione sociale, usata nei patriarcati come clava per trasmettere la cultura di dominanza maschio centrica.

#521

Cancellazione del grembo o uso del grembo

La donna è un essere sessuato generativo, in questo suo essere generativa è stata cancellata o usata nella storia patriarcale, si conosceva invece nella vera storia che è quella celata, ovvero quella Matriarcale.

Il sistema di dominio che viviamo dai kurgan si presenta e si esprime come dicotomico, e prevede l’uso della maternità e/o la cancellazione di quello che a ragione è stato chiamato Corpo Generativo, corpo questo che è quello di Madre Natura, è Corpo di Dea ed è sessuato, è femmineo.

Parthenos o bisessuale nella riproduzione che sia.

Tale cancellazione e tale uso che ne viene fatto dipende dall’invidia dell’utero e dalla volontà di ancorare la riproduzione alla trasmissione culturale patriarcale.

Immagine tratta da: “Il cerchio della Luna”

La vita si incarna e prende forma, e questo lo permette il Grembo Oscuro della Mater.

Che si chiami essa Terra o Donna.

Per troppi anni tra le fila del femminismo si è discusso del corpo generativo femminile andando a sottolneare che nel patriarcato questo viene usato, è vero che avviene esattamente questo, ma tale Corpo Genetrix è anche un potere che nei Matriarcati capivamo bene e da cui oggi ci siamo distaccate perché il patriarcato stesso ce lo ha reso “nemico”.

La rimozione come scrivo sempre, non è un modo valido di procedere, alle volte occorre, ma se diventa status costante e perenne allora è essa stessa una forma da superare, e per superarla bisogna immergersi nei blocchi che quella rimozione mette.

Pensare che la biologia che ci ha donato un asimmetria di corpi sessuati, sia una condanna per il feminino, è una rimozione, e tale rimozione non ci fa vedere il potere Crea-Ti-Vivo del femminino stesso in questa sua accezione di pro-cre-Azione ovvero di genesi/parthenos.

La Terra da la Vita e attraverso la Morte permette un ricabio ciclico, gli aspetti del femminino che identificano la Morte Madre dei passaggi sono Kalì, Ishtar, Cerere, i Sacri Misteri sono legati alla Morte, ovvero alla Nascita al Buio, perché Vita e Morte sono su una strada continua, non su gradini differenti.

Imagine tratta da Pinterest

La Dea Pro-Creatrice (della Vita)

La pretesa sociale e culturale in società antropiche patriarcali ci ha portate a considerare il nostro corpo e la sua capacità generativa come qualcosa da cui rifuggire, molte di noi non scelgono di avere figli anche perché c’è una cultura come quella patriarcale e qui non sto sindacando se sia giusto o sbagliato operare tale non scelta, dico solo che in altre condizioni sociali magari neanche si porrebbe la non scelta.

Perché le premesse sarebbero differenti.

Nel mondo siamo comunque troppe e troppi, quindi qualunque aggiunta umana pesa su una Terra che un modello di società assente in cura, empatia, assente di futuro se non contaminato e violentato fino alle sue radici possa prevedere (mi riferisco al modello stesso basato sulla violenza sistematica, violenza sessuata e patriarcale, capitalistica e in generale gerarchizzata anche rispetto a tutte le altre Creature che abitano la Dea Terra).

Ma resta il fatto che il Corpo Femmineo è un Corpo fuori dal tepo per come il tempo stesso viene calcolato linearmente, privato di scossoni, di asimmetrie.

Il Corpo Generativo Femmineo è un Corpo che invece le richiede le asimmetrie, visto che la costanza trasformativa di tale Corpo è l’unica costante, ancor più che per il maschile e in tale “ancor più” si annidano moltissime differenze sessuali.

La Madre Terra è Fertile, questa sua Fertilità da (Parteno)Genesi all’intero pianeta nelle sue Gea-Logie-Diversità.

E tale Corpo Fertile della Terra è Indomabile, non controllabile e non dirigibile da smanie di potere, proprio perché asimmetrico, è quel Corpo il Tempo Crona, come lo è quello di qualunque donna nata donna.

AC: Cosa significa che in ogni donna c’è una Dea?

SRE: Si certamente!.

E nei Matriarcati avevamo consapevolezza di questo nostro potere di dare la Vita e di mettere la parola Fine per una Rinascita. La Madre la riconoscevamo in noi stesse come un autorità Una, Doppia e Trina e dalla Trina si generano tutte le sue ulteriori Forme, le sue Molteplicità.

Le migliaia di sue sfumature-Anime.

Il Principio Femminile non era teorizzato era vissuto con l’esperienza spirituale, che hanno chiamato Animista, la Sciamana era (ed è) l’incarnazione di questo Principio, ma per estensione ogni donna lo era e lo è quando ritrova la Mater Parthenos in se stessa.

#520

Goccia-Scintilla 35

Il genere è una costruzione sociale atta a far permanere donne e uomini in ruoli stereotipati privandoli della loro umanità e identificando un sesso che subordina e uno sottomesso a tale subordinazione, ad identificarli e considerarli in ogni campo sociale come un qualcosa di determinato ed impossibile da ribaltare, i generi sono una dittatura dei sessi, il secondo sesso quello sottomesso è quello femminile.

La locuzione CIS associata alla parola Gender è un offesa verso le nate donne che va a rafforzare la costruzione sociale del genere ideata (abortita sarebbe meglio dire visto che loro la vita non la danno) dal patriarcato, le ed i cisgender che vengono definite/i tali subiscono su di loro il genere come qualcosa che vi è dalla nascita, il genere viene naturalizzato tramite questo termine e quindi posto in essere come qualcosa di assoluto.

Anche per questo è una parola e una definizione violenta che (in aggiunta) nega il genere come costruzione sociale, per cui come termine è un aiuto diretto che un parte del movimento transgender sta fornendo al patriarcato che sottomette anche loro ma con il quale tale parte si schiera perché l’importante è estromettere le donne nate donne (l’invidia dell’utero è infatti questione che tocca anche le non nate donne che sovrappongono genere e sesso per non affrontare la loro interiorità e per trovare qualcuna da incolpare invece che osservarsi dentro e contemporaneamente all’esterno capendo che il genere non definisce nemmeno loro), anche per le persone trans questo è l’importante almeno che non dimostrino fattivamente il contrario e molte/i transgender lo dimostrano, quelle che si sono guardate dentro, ma costoro come scritto di recente non trovano spazio per esprimersi, perché non viene loro fornito proprio da chi sovrappone genere e sesso per cancellare la biologia che è una realtà oggettiva, inoppugnabile ma a quanto pare non comoda a chi pretende privilegi, non diritti ma privilegi.

Includere non significa farsi mettere i piedi in fronte, quello che sfugge a molti/e anche a donne femministe che fino a ieri erano radicali, è che quel CIS è un altro modo che ha impiegato il patriarcato per definire le donne e che chi sovrappone genere a sesso cancella la violenza sulle donne, la rimuove, anche quest’ultima cosa il patriarcato la fa da sempre, ovvero da quando ha imposto la sua cultura.

Resta il fatto che non sono le/i trans che identificano le donne, come non lo fanno i maschi, solo le donne possono auto definire loro stesse, e per fare questo devono lottare contro il genere (leggere femminismo radicale), che (ripeto) è costruzione sociale di chi ragiona per gerarchie.

Se non mi auto definisco sarà qualcun’altro a definirmi, e lo farà a mio detrimento – Audre Lorde

CIS è un detrimento, di conseguenza è una violenza, una definizione violenta, di conseguenza si può desumere che hanno imparato benissimo dall’oppressore ad applicare le sue tecniche violente, solo che questo non le/li libererà come categoria sociale, solo il Femminismo Radicale libera.


			

#519

Anima e le sue orfane

Il femminile è stato allontanato da ogni spazio che potesse raffigurare ed illustrare strumentalmente un potere esclusivo per il maschio.

La maternità è stata usata contro di noi per perpetrare gerarchie basate sul pater, o in assenza del pater su un padrone che è la cultura del pater.

Lo spazio sacro governato prima dal femminino, rappresentando ambito ove esercitare il lavaggio dei cervelli (leggere religioni che infatti nascono coi patriarcati) non poteva più essere destinato unicamente al femminile (prima) e non poteva più vedere alcuna partecipazione femminile (dopo, con i monoteismi).

Ma cosa ci dice la storia?

Quella scritta da chi ci teneva a far permanere tutto come uguale ed immutabile ci dice sempre le stesse cose, non prive di dolore, per noi donne leggere la storia che ci riguarda significa attraversare l’inferno, leggiamo sempre di violenza ai nostri danni, solo che le descrizioni per bocche altrui, sono quelle di “gesta eroiche” di “conquiste” sono appunto leggende, narrazioni di fatti (?) no, non di fatti ma di interpretazioni di fatti.

Una volta leggendo un libro sui miti greci, zeus lo stupratore, perché questo era per quello che si disse avesse fatto, era descritto come “amatore”.

Per questo va cambiato il linguaggio, perché in esso quando ad esprimere concetti è una gerarchia che subordina, c’è mistificazione, menzogna e copertura di crimini d’odio sessista, sempre c’è questo.

La donna nel patriarcato è orfana di se stessa, e della sua Anima

Essendo state alienate al sacro all’esercizio del sacro che era in precedenza scisso dalla religione, era anzi considerato un qualcosa che riguardava qualunque manifestazione della Dea, per cui il sole, la luna, la nebbia, il fiorire in primavera, il passaggio delle farfalle, etc… etc… sacro era Anima prima che questa parola assumesse il significante per nulla animistico che gli diamo oggi.

Va anche detto che la parola sacro è di origine indoeuropea, per cui già solo per questo non è una bella parola, ecco cosa ci dice l’etimo al riguardo:

La sacralità è anche l’intercessione con lo spirito, onorare una divinità, e anche qui la connessione con la Dea non è proprio chiara, ma divinità prendeva il significante di Natura.

Essenza divina, poi dio.

Dalle parole passa l’oppressione.

Lo avevo detto giusto? continuo a ripeterlo, non come un disco rotto però.

Le parole possono anche essere prese e ribaltate nel significante che assumono, ed in effetti questo non è solo un esercizio stilistico, è un atto di ribellione palese, trovarne di nuove è ancora meglio però.

All’origine vi era non una religione, ma una spiritualità che era vissuta in ogni aspetto dell’esistente, tale spiritualità era focalizzata sul femminino, perché è il femminino che da la vita al mondo, da anche la morte come fase di passaggio, alle espressioni del mondo.

Il potere di dare la vita è un potere, ed è femmineo, la donna in Natura decide le basi del futuro della sua specie, ma da questo potere siamo state allontanate.

Nei Matriarcati decidevamo noi se partorire o se non farlo, se avere figlie-figli o se non averli, ma il corpo generativo lo conoscevamo perché conoscevamo la Terra, il Corpo Materno procreativo o meno per eccellenza.

Oggi siamo orfane di questa conoscenza.

Hanno usato:

  • la cura
  • l’atteggiamento materno alla protezione, alla guida
  • la capacità materna di individuare i bisogni i veri bisogni non quelli artefatti, quelli costruiti per tenerci in catene
  • la capacità materna di mettere la parola fine
  • il rispetto che era il sacro Matriarcale
  • la Ananke-Istinto Atavico
  • (molto altro tipicamente Femminile)

Contro di noi, rivoltandocelo contro.

In Natura-Dea la Madre delle specie Animali sa quali sono i bisogni delle sue estensioni (figlie-figli), conosce i pericoli dello spazio che vive, sa per istinto come comportarsi, quell’istinto tanto odiato dal patriarcato.

Siamo orfane anche di questo istinto, quel Selvaggio ben descritto da Clarissa Pinkola Estés.

Cultura contro natura? ma anche no, almeno non sempre

In passato su queste pagine scrissi che la cultura avesse soppiantato la Natura, in realtà anche i Matriarcati erano civiltà di cultura, solo che nel loro caso cultura e Dea non venivano poste in contrasto, è il patriarcato che le rende nemiche, loro dividono ciò che la Dea sa rendere cooperativo, appunto Materno.

Ma il materno è anche il fermo, il punto che non si può scavalcare, in Natura sono le Madri a porre i confini dell’ammissibile, se tale confine viene superato la Madre mostra il suo lato di correttrice, quello di autorità, non di autoritaria ma di autorità e tale lato non lo mostra solo in tali occasioni e situazioni lo mostra nel sempre.

L’autorità femminea è la costante in Natura-Dea.

Siamo orfane anche di questo aspetto, perché ci hanno sottratto l’autorità che la Dea ci fornisce per diritto di nascita.

Siamo orfane anche nella misura in cui nei Matriarcati tra donne condividevamo Anime, momenti rituali, intercessioni, energie, esperienze, attimi, pensieri, luoghi, amori, amicizie etc… oggi non le condividiamo tra donne, e quando le condividiamo c’è sempre un maschile che si inserisce, molte donne condividono tra donne per risolvere i loro rapporti patriarcali, siamo orfane per questo avviene anche tale prassi.

Veniamo istruite a cancellare noi stesse e noi stesse è condivisione con le nostre simili.

Quello che fa anche il femminismo, riservare alle donne spazi e luoghi per viversi come Sorelle, nei Matriarcati era prassi di vita e nessun uomo si sentiva minacciato da questo, perché in tale prassi c’è l’Energia Crona di Dea che si esprime, ed è Medicina per l’Alma essendo Medicina ce la dovevano alienare secondo una visione di odio verso un sesso, quello femmineo.

Il consenso nei Matriarcati era imprescindibile, e infatti lo è anche sulla Dea, ogni Anima(le) lo prevede, checché ne dicano gli specisti e le speciste, e anche su questo ci hanno alienate a noi donne, spacciandoci per consenso degli indottrinamenti.

La Terra è una Grande Madre perché Nutre, fa Morire e Rinascere, Lei è il Cerchio, la Spirale, la Crona, l’Anziana e Giovane, la Parthenos, ed è sacra in tutte le sue Mani-Fest-Azioni e in tali Mani-Fest-Azioni veniva rispettata, per questo da Lei non si prendeva mai più di quello che si poteva reintegrare a fini di Equilibrio Materno ovvero globale di tutte e tutti.

La differenza (una delle differenze) è che nei Matriarcati conoscevamo il rispetto per cui non avremmo mai sparato ad un Anima(le) sapendo che anche noi lo siamo, tanto per sparare, perché un padrone ce lo insegnava, perché una religione ce lo diceva, perché un uomo ce lo diceva, come non avveniva che gli uomini stuprassero le donne perché sarebbe stato come stuprare la Madre che li ha fatti nascere, questo è rispetto non sottomissione al femminile (visione psicotica e patriarcale pensarlo come subordinazione al femminile) ma rispetto.

Non uccidevamo una Creatura Anima(le) tanto per farlo, per affermare che avevamo potere col nostro modello sociale su di Lei, perché negli occhi di quell’Anima vedevamo i nostri occhi, e anche questo approccio è Materno, ed è Civiltà.

La Madre-Crona e Ciclica Dea questo fa, nei patriarcati chi ha potere parassita e non ha rispetto per niente e nessuna nemmeno per Colei che gli da la vita, anzi pretende di dominarla e schiacciarla perché la cultura gli dice che lui ha la superiorità per fare questo.

In Natura-Dea ogni Creatura ha una socializzazione, altrimenti non sarebbe viva! per cui la cultura può convivere con la Natura, la Cultura Matriarcale è Cultura di Natura, socializzazione di Natura, è Anima Mundi esplicata dalla specie Anima(le) umana.

E anche di questa spiritualità siamo orfane.

Lo Sciamanesimo Femminile, non è una religione, i Matriarcati erano animisti? si, ma l’animismo stesso non è una religione per il significante al quale siamo abituate-i a pensare oggi.

Dea Donna ricordati chi fosti.

donne escluse — laboratorio donnae

di Pina Nuzzo Imparare a riconoscere il desiderio e avere dei desideri non è ‘naturale’ per una donna. Chi è stata femminista nella preistoria, come me, lo sa e non dimentica cosa ha voluto dire imparare a conoscersi. L’esperienza serve a non farsi incantare da paroloni e da teorie che hanno un solo scopo, quello […]

donne escluse — laboratorio donnae

La storia del femminismo è sempre bene leggerla e rileggerla, per me il leggere ha sempre rappresentato un esercizio non solo connesso ai libri, leggere i fenomeni sociali è altrettanto interessante, così come leggere i volti, e rileggere permette di modificarsi, adattarsi, comprendere ed esplorare in profondità, in un mondo che si ferma alle apparenze diventa anche un consiglio quello di leggere e rileggere, anche la storia vista da occhi diversi, tra cui quelli di questa donna, che personalmente stimo, e quando scrivo il termine adattarsi lo intendo come lo si intende in Natura, ovvero come trasformazione necessaria.

Come evoluzione.

La lettura diventa necessaria principalmente a conoscersi, ad osservarsi in quelle aree in ombra, come l’auto definizione di se stesse, il comprendere il proprio di desiderio, senza rapportarlo alle aspettative patriarcali, ma non solo, perché è vero che il femminismo è conoscenza di se, ed è anche conoscenza collettiva di una subordinazione, che dura da 5 millenni, le due cose non sono dicotomiche ma perfettamente unite.

Consiglio la lettura di questo intervento di Pina Nuzzo.

#518

Rettili, Serpenti, Dea Serpe, Matriarcato e affini

Serpente simulacro di Dea, Anima di Dea….

Immagine tratta da Pinterest

La Dea: i cervelli e gli istinti per una visione Matriarcale

Esiste un istinto artefatto e un istinto puro, l’istinto puro è quello che permette il Vaticinio, come avviene negli Anima(li) non umani, invece l’iper raziocinio porta alle malattie psichiche (e all’Astrale negativo creato dai patriarcati) tale iper razionalismo è dovuto al terzo cervello quello che abbiamo noi umani), è un dato di fatto affermato anche dalla scienza, il cervello meno evoluto è ovviamente il terzo, e questo assunto ribalta una visione antropocentrica e patriarcale visto che il patriarcato è il regno della mente senza emozioni positive e che preferirebbe morire ovvero annullare il cervello rettiliano, pur di non ammettere che è l’essere meno evoluto delle specie e sull’intera Terra da quando ha imposto le gerarchie in ogni ambito dell’esistente è la specie umana, per approfondire un articolo su Matriarcato&Matriarchy.

Secondo ciò che le teorie scientifiche patriarcali suggeriscono, i tre cervelli sono gerarchici nel loro funzionamento (e ti pareva!) non sono su una linea di comunicazione continua e cooperativa (invece sono proprio questo), ma vengono narrati come gerarchizzati, ovviamente sono su una linea comunicativa fatta di interconnessione ma non diteglielo sennò gli casca il fallo…. e poi cominciano a fare le vittime tipo: “gne gne ce l’hanno tutte con me, non mi capisce nessuno, mi discriminano, cattive femmine e femministe” e affini….

Secondo l’ipotesi e la teoria dei tre cervelli (è vero che esistono tre cervelli, specifico sennò mi si dice che sto negando una verità Gea-logica, solo che il cervello è Una e Trina più che essere tre, il tre li separa, l’Una e Trina li unisce) ecco cosa emergerebbe, l’hanno dovuta correggere quando si sono accorti che era diventato impossibile negare che tutti gli Anima(li) provano emozioni, e quindi ne hanno ridotto attraverso questa teoria le pulsioni egoiche-psicotiche-speciste e antropocentriche, ma non hanno eliminato totalmente questa visione, a seguire chiarisco questo aspetto, intanto ecco cosa dice la teoria dei tre cervelli:

  • Il primo(rdiale) cervello è quello Rettiliano deputato all’equilibrio fisico, alla respirazione, al rapporto sonno-veglia e alle funzioni di base della vita
  • Il secondo quello mammifero, deputato al sentire, alle emozioni
  • Il terzo (che abbiamo noi specie animale-umana) quello detto del raziocinio (gli altri Anima(li) non avrebbero raziocinio….. secondo questa divisione e considerando questo cervello come “superiore”), ovviamente questa è una visione oltre che fallocratica anche specista, questo cervello è deputato anche al linguaggio per cui è un cervello che filtra quello che ad altri Anima(li) attraverso l’esperienza arriva in modo diretto, il linguaggio che crea un corto circuito in testa, i linguaggi Anima(li) delle altre Creature sono in armonia con i due cervelli, il nostro invece sconquassa i nostri crani (spesso intacca anche il cervello rettile e ci fa perdere il sonno! ovvero l’equilibrio mentale) perché esclude la Creatività quella che invece risiede negli altri due cervelli.

Anima(le) totem Matriarcale per eccellenza è il Serpente, anche per via del fatto che questo Anima(le) con il quale condividiamo parte del cervello è Partenogenetico, (e anche qui io da aperta a Visuali differenti e non Esplorate volutamente dal patriarcato mi farei qualche domanda, proprio sulla Partenogenesi) il cervello rettiliano infatti è comune negli Anima(li) umana creatura compresa, gli specisti ci dicono essere il cervello meno evoluto perché primario e perché ha pochi neuroni ma poco non significa scarso, nel patriarcato però assume tale significante, infatti chiamano forti quelli che violentano, ma senza quel cervello non regoleremmo lo stato sonno-veglia, annegheremmo, quel cervello è Istinto non condizionato, anche se la socializzazione lo condiziona attraverso il terzo cervello quello “linguistico”, invece recuperarlo ed allenarlo nella sua gestione ci permetterebbe di tornare ad evolvere, invece la scienza patriarcale che mette tutto su una scala fallocratica ispirandosi al pene maschile che considera segno di forza quando il cromosoma Y è invece assai più debole del cromosoma X (e questa è vera scienza), continua a perpetrare se stesso in un riverbero egoico, imputabile all’ultimo cervello, quello meno evoluto, quello che gli scienziati chiamano umano come se umano volesse significare superiore.

Senza linguaggio evolvevamo comunque attraverso forme Creati-Vite di comunicazione e sperimentazione esperienzale (esperienza, non teoria, il linguaggio ha diviso più che unire per come è stato impèiegato nei patriarcati), come anche gli altri (mai altri) Anima(li) fanno, le immagini ed i suoni ne sono esempi (il Delfino emette una miriade di suoni tutti corrispondenti a messaggi specifici ah scusate non è umano quindi è inferiore dimenticavo….), con il linguaggio sono comparse le malattie psichiatriche, io qualche domanda sui Matriarcati ma seria però me la farei, come me la farei sul resto degli Anima(li) ma senza specismo invece di bermi tutte le considerazioni fallocratiche di un razionalismo specista, antropocentrico e capace solo di parametrarsi a ciò che ci distanzia da tutte le altre specie che non hanno distrutto la Terra pur non avendo quello che noi chiamiamo linguaggio o terzo cervello, specie che non stuprano, specie che non impongono, mentre la nostra con quella che chiamano evoluzione legandola al terzo cervello fa anche questo, e la socializzazione che viviamo noi non ha nulla a che fare con la Salvaje, la Dea Indomita, Colei che continua ad evolvere a differenza nostra.

La socializzazione patriarcale ha intaccato i tre cervelli, ma l’ultimo è quello più condizionato, se fosse riuscita ad intaccare maggiormente il cervello rettiliano ci saremmo già estinte ed estinti ma questo la scienza patriarcale non lo dice, preferisce fare una guerra a tutte le Creature della Terra per affermare una supremazia (che ha solo nella sua testa artefatta) piuttosto che ammettere che non siamo noi i più evoluti e Civili ma che lo sono invece tutti gli altri Anima(li) e le specie vegetali e minerali.

Si dice che il cervello rettiliano sia quello che genera violenza, eh! errore, la violenza è una costruzione di genere, legata ai sistemi di dominio, in natura gli Anima(li) attaccano ma non per sopraffazione, per dominio, lo fanno per sopravvivenza, per mettersi alla prova, per vincere su una determinata conbinazione di eventi, ma poi non restano rancorosi, l’odio va parametrato sul rancore, è il rancore che alimenta l’odio, nessuna specie è rancorosa, solo quella (dis)umana, gli altri Anima(li) attaccano non per imporsi e dominare, il potere (ripeto) è una costruzioe sociale patriarcale, per cui centra meno di zero con il cervello rettiliano, piuttosto può avere ha a che fare con l’ultimo cervello, quello detto “razionale” che in modo specista gli scienziati festeggiano come il cervello che ci separa dalle altre specie.

Quale specie ha distrutto e stuprato gli habitat di cui non si sente più parte? qui non c’è bisogno che risponda, chi è davvero evoluto?

La seconda è una domanda legittima e la risposta non è la specie umana (almeno da quando esiste il patriarcato e chi sovrappone genere e sesso cercando di giustificare dei crimini d’odio).

La scienza come dogma, quindi come religione

La scienza è la capacità di mettersi in apertura, cosa significa?

Che non può avere dogmi, e che può quindi essere smentita da nuove scoperte, la vera scienza è in divenire, se la scienza si pone nel dubbio costante agisce bene (senza scadere in paranoia, dicevo che il cervello rettiliano va gestito? ho detto bene), se la scienza diventa una clava non è più scienza ma diventa religione, e nel patriarcato diventa spesso questa seconda cosa tradendo la sua stessa base e il suo stesso fine che è quello della conoscenza, lo stesso fine lo ha la Magia.

Il cervello rettiliano non cerca sicurezze in gabbie dorate (scienza come dogma) questa operazione la fa l’ultimo dei cervelli, quello frontale.

Infatti basta guardare uno degli Anima(li) sacri nei Matriarcati, il Delfino che si immerge e risale, e che ha un cervello assai più grande del nostro e un linguaggio articolato quanto e forse anche più del nostro.

Ma non cerca sicurezze fittizie, solo la nostra specie va in paranoia e rinuncia alla Libertà per cercare sicurezze che di fatto sono gabbie, per cui è da pensare che sia l’ultimo dei cervelli a fare questo visto che in Natura-Dea solo noi permettiamo a dittatori di condizionare l’interezza delle nostre vite, o cerchiamo risposte che poi elaboriamo come dogmi (scienza compresa).

Ma come? non è il cervello rettiliano che ci fa rispondere al pericolo?

Si, ma se siamo socializzati da una cultura quel cervello viene alterato (scrivevo di mente artefatta?) quindi la socializzazione diventa un velo, non è il cervello rettiliano a rispondere all’attacco, ma la risposta che daremo sarà quella della nostra socializzazione, il cervello Rettiliano va gestito non bloccato in questa sua funzione, senza Istinto non siamo umani, anzi diventiamo alla mercè di qualunque psicotico che ci parla per dogmi (scienza patriarcale compresa).

La teoria dei tre cervelli è una teoria, non è un assoluto, in Natura non esiste l’immutabile, per questo evolviamo, mi sembra di scrivere una cosa che nemmeno dovrebbe essere ribadita ma tant’è, quando qualcuna o qualcuno usa tutto per affermare delle bugie e per distorcere delle realtà sociali occorre ribadire dei dati di fatto.

Il cervello rettiliano è quello che fa scattare la paura, che in Natura occorre, oserei dire che nelle società violente (solo umane) occorre ancora di più, ma tale Risorsa Atavica deve essere ben gestita, non cancellata, e non usata per separarci in modo specista (e quindi razzista) dalle altre specie, la rimozione alla lunga non ha mai aiutat@ nessun@ ce lo dice proprio il cervello rettiliano, quello che preserva l’Inconscio e ne raccoglie i semi.

Ma è patriarcale rifiutare e cancellare (tentare di cancellare) qualcosa, è un tipico esercizio di chi non si prende la responsabilità delle sue azioni e di ciò che divulga, quindi è patriarcale.

Senza il cervello rettiliano non sapremmo come reagire alla violenza, la paura è un campanello, di suo, su base Istintiva non condizionata non solo è utile, è assolutamente indispensabile, il cervello rettiliano così come il resto del cervello, viene condizionato (mente artefatta ed istinti artefatti, quelli di cui scrive l’autora sul sito Matriarcato&Matriarchy).

Ma recuperare le originali funzionalità dei cervelli superando i condizionamenti sociali umani dell’unica specie parassitaria realmente della Terra, significa recuperare il potere di evolvere in modo sano, per specificare un ulteriore elemento, il cervello rettiliano ha a che fare anche con gli impulsi sessuali, non con le aggressioni sessuali che con il sesso non centrano nulla visto che sono stupri, centrano invece col potere e con una socializzazione che lo prevede imponendolo.

Anima(le) Sacro e simbolico dei Matriarcati: il Serpente

In Natura una cosa può uccidere o curare, il simbolo del Serpente come simbolo di malattia e cura (rubato dai patriarcati ai Matriarcati pregressi) dice questo: conta il dosaggio non la sostanza in se, è come dire che si guarda il dito invece che la Luna che viene indicata.

Chi prende la scienza per assoluta, o una risposta per assoluta, si concentra sulla sostanza e non sulle dosi, demonizza (leggere cerca la Capra Amaltea espiatoria) invece di Comprendere, e a Comprendere è l’interezza del nostro e del cervello di tutte le specie.

Malattia e Cura non sono dicotomie e non sono separabili in emisferi a comparti stagni, come non lo sono i tre cervelli che infatti non sono gerarchici, chi gerarchizza sta impiegando una tecnica (involuta) di stampo patriarcale, anche se magari non lo vede.

Il Serpente è l’Istinto Puro e solo con l’Istinto Puro si accede all’Anima, l’Istinto Puro e non condizionato attraversa la Terra perché è la Terra ed evolve assieme a Lei, Madre Universale, trova la Medicina, la trova esplorando e non settorializzando la Malattia accettando la Morte (cambiamento costante) come parte della Dea Una e Trina.

Senza il Serpente siamo marionette alla mercè di qualunque teoria umana, e le teorie umane sono sempre parziali, anche quelle che giustamente criticano alterazioni di equilibri, lo sono nella misura in cui risultano legate alla critica alla conditio data, in altra conditio non hanno senso, in compenso il potere attraverso il linguaggio, trova differenti narrazioni per continuare a permanere, eccola la fissità tipica dell’involuzione patriarcale.

La Dea insegna il Cambiamento (Lei è la Crona, la Mutevole, il Mercurio che scappa alle gabbie della mente artefatta, alla mente condizionata quella che ci fa ammalare di malattie del Corpo e dell’Anima) e il cambiamento lo regola la Dea Istinto, il cervello rettiliano insomma, altrimenti c’è una fissità che è vera follia, quella della mente-gabbia quella che viviamo da 5 millenni di patriarcato, che cambia l’apparenza ma non l’obiettivo.

Il cervello Atavico è il Primo cervello, quei pochi neuroni sono la memoria della nostra evoluzione su questo pianeta, sono come l’Anziana Sapiente, Colei che attraverso una vita vissuta più lungamente, è evoluta fino all’anzianità e quindi può dispensare Sapienza e Conoscenza.